JODO
La via dell'uso del bastone ha origine da un Maestro di spada vissuto nel 1600 : Gonnosuke .
Si narra che dopo 37 giorni di meditazione , Gonnosuke ebbe in sogno la rivelazione che con un bastone lungo 128 cm. avrebbe potuto battere qualsiasi spadaccino . Gonnosuke perfeziono' le tecniche rivelategli in sogno , tecniche che uniscono il taglio della spada , i movimenti circolari della naginata , i movimenti di punta della lancia , sviluppando metodi di attacco e difesa unici del Jo . Oggi le tecniche di base del Jodo si applicano fra due persone una con il bokken (spada di legno) e l'altra con il Jo . Le tecniche del Jo sono state sintetizzate in 12 kihon fondamentali e in 12 modelli di combattimento standard . Molte delle posizioni e delle tecniche ricordano quelle usate per la spada , ma queste hanno il vantaggio della maggiore lunghezza del Jo . Il Jo viene usato per bloccare qualsiasi tipo di attacco da parte di una o piu' persone e risulta di una straordinaria efficacia . Un altro vantaggio del Jo sta nel fatto che entrambe le estremita' possono essere usate per bloccare e colpire .
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La leggenda di Gonnosuke -
Origini del Jodo
Erano gli anni, in Giappone, in cui il samurai Miyamoto Musashi
diffondeva la propria fama di spadaccino abile e di grande talento .
Tanti duelli il maestro aveva affrontato ma ve ne fu uno che avrebbe
segnato la sua prima sconfitta e la nascita dello Shinto Muso Ryu
Jojutsu. Le notizie sono poco chiare e considerando quelle che oggi
possediamo riguardo Musashi, ci pare impossibile credere che un bastone
corto abbia bloccato la spada del maestro. Nonostante ciò
l’evento si può riscontrare negli annali delle rispettive
scuole (Niten Ryu e Shinto Ryu) e già il fatto che molte delle
kata di entrambe vengano fatte in coppia, bastone contro spada corta o
lunga, è segno e prova di un retaggio derivante da quel mitico
duello. Il tutto avvenne intorno al 1605 (keicho 10), cinque anni dopo
che la battaglia di Sekigahara aveva posto fine a secoli di lotte
intestine dato inizio al periodo di relativa pace dei Tokugawa, fino
poi alla restaurazione Mejii. Muso Gonnosuke Katsuyoshi vantava una
formazione marziale invidiabile: aveva profondamente appreso e studiato
lo Tenshin Katori Shinto Ryu Kenjutsu, uno degli stili più
importanti per gli spadaccini del tempo, divenendone esperto maestro, e
il Kashima Bizen no Kami. Il musha shugyo, a cui decise di sottoporsi,
lo portò a confrontarsi con tanti spadaccini, sino al fatidico
incontro avvenuto ad Akashi, nella provincia di Harima. Il primo
incontro finì con la sconfitta di Muso, ma non con la sua morte
dal momento che forse Musashi capì l’enorme potenziale del
giovane, o forse lo stesso si arrese. La leggenda vuole che Gonnosuke
venisse sconfitto, intrappolato da Musashi in una posizione di
juji-dome, guardia a croce, da cui non poteva liberarsi senza esporsi a
un colpo mortale. Inizia un periodo di purificazione, meditazione e
preparazione a quella che sarebbe stata la rivincita di Gonnosuke, sul
monte Homan nel Kyushu. Il luogo era frequentato per il culto dei
fedeli shintoisti e buddisti, non che sito ideale per
l’allenamento dei Yamabushi i guerrieri della montagna. Fu li che
in sogno Gonnosuke senti: “Trova il tuo bastone al plesso
solare!"
Gonnosuke allora perfezionò le tecniche rivelategli in sogno,
che in una fondevano quelle dello Yari, della Naginata e della spada
espressa da un bastone lungo 4 shaku, 2 sun, 2 bu (160 cm). Durante il
secondo incontro con Musashi, Gonnosuke potè contare sulla
rapidità del jo, sul fatto che esso poteva muoversi a piacimento
visto il libero utilizzo delle estremità. Perciò anche la
tremenda juji-dome poté fare poco contro la dinamicità
del jo.
Lo iaido è considerato da molti l'essenza moderna del Budo. Equilibrato nei suoi movimenti, semplice nella sua eleganza, lo Iaido è pervaso da una serie di relazioni profonde: un respiro, un taglio, una vittoria. Lo iaido incorpora in sé il minimalismo estetico giapponese, dove ogni movimento è segnato dalla profondità spirituale derivante da centinaia di anni di studio nel massimo rispetto della vita e della morte. Oggi lo iaido è una via aperta a tutto ilmondo, che porta all'amicizia al rispetto e all'onestà.
Siccome qualcosa di divino entra nella fabbricazione di una
spada, il suo proprietario e utente dovrebbe rispondere a quell'ispirazione.
Deve essere un uomo spirituale,non un agente della brutalità.
Il suo spirito deve essere unito con lo spirito che anima il
freddo acciaio.
I grandi guerrieri giapponesi dicono che la spada è l'anima del
samurai, dobbiamo ricordare tutto quello che è implicito:
lealtà,sacrificio di sè, rispetto,benevolezza e il culto di altri
sentimenti superiori.
Ecco il vero samurai.
(D.T. Suzuki)
