Soci Fondatori
Riccardo Rosetti
Paolo Vanelli
Stefano Verrina
Gianni Guidicini
Dorian Pungetti
Cronologia
1975 - In Italia non si tengono
regolari corsi di kendo.
1975|- Al Kodokan di Bologna R.
1979| Rosetti apprende per la
prima volta notizie sul
Kendo.
Inizia una vera e propria
ricerca e uno studio di
questa disciplina, introdotta
dal M° Nagajima e diffusa
grazie al M° Guaraldi che
apre un corso nel suo dojo
guidato da Rosetti.
Con l'arrivo del M° Myazaki,
il pioneristico kendo italiano
inizia a muovere i primi passi
verso il successo totale,
senza più il supporto del
mondo del karate,
divenendo disciplina
autonoma.
1980 - Fondazione del Musokan
Kendo Club.
1998 - Il Musokan si sposta nel
Selene Centro Studi Eko,
importante associazione
bolognese che promuove
arti marziali e discipline
come yoga e danza.
2001 - Campionati Europei di Kendo
in Italia, Bologna. Il Muso-
kan diviene assume il
ruolo di "macchina
organizzativa" preparando
l'evento magistralmente.
2003 - Acquisizione di una nuova
disciplina, il Jodo.
Il Musokan è il primo dojo
in Emilia Romagna
ad aprire un corso
con un insegnante di jodo
riconosciuto.
2005 - Si tengono a San Lazzaro
di Savena (BO) i
Campionati Europei di Iaido
e Jodo. Il Musokan è
determinante per la
realizzazione dell'evento.
Testimonianza diretta di
Riccardo Rosetti :
"Qui posso solo riferire della mia conoscenza diretta di questa
esperienza, non potendo confrontarla con altre sicuramente
precedenti di cui ignoro l'esistenza ma che ovvia cultura sul
tema non può escludere siano effettivamente esistite. Per certo
fino al 1975 non si tenevano regolari corsi di kendo in Italia
per cui prendo riferimento da tale periodo come elemento di
partenza. Mi si perdonerà se scrivo questi brevi note in prima
persona ma così mi potrò meglio riappropriare di
termini,pensieri,sfumature e sogni che comunque non abbandonerò
mai e che mi hanno comunque segnato la vita. La Nuova Era del
Kendo nasce grazie all'esigenza di conoscere l'origine e la
pratica di quest'arte, grazie al M° Hiroshi Shirai che ai suoi
allievi di Karate non solo parlò spesso di tale "madre" della
disciplina da loro praticata ma anche ne "impose" la pratica ad
alcuni grandi Maestri dell'epoca tra i quali,in Emilia Romagna,
Giuseppe Guaraldi e Giuseppe Perlati. Quanto questo fu sentito
come obbligo o come piacere o come semplice approfondimento, non
posso dirlo, so solo che fu al Kodokan di Bologna nel 1975 che
per la prima volta, allora ero praticante di ju-jitsu, mi
parlarono del kendo. In particolate il dojo, retto dal M°
Giuseppe Guaraldi, ospitò per la prima volta il M° Nagajima, il
quale allora in Italia per lavoro, ma alto graduato nel kendo,
fu invitato dal M°Shirai e quindi dai suoi più fidi allievi, tra
i quali i maestri di karate citati, a dimostrare il kendo in
giro per l'Italia. Come da sempre avviene e come per sempre
sarà, ognuno cura le proprie armi e le proprie arti come le
migliori, le assolute, le più approfondite, quindi difficile fu,
per i praticanti delle altre arti marziali, capire e forse,
apprezzare, il kendo. Però, almeno a livello pionieristico, a
tanto giungemmo, lo vedemmo, fummo colpiti da tale approfondita
filosofia dell'azione ma molti lo trovarono troppo distante da
ciò che fino ad allora era praticato. Fu per spirito di
contraddizione o per vero ed assoluto fascino che, al contrario,
lo elessi come arte mia assoluta e, dopo avere praticato judo,
karate e ju - jitsu, decisi di abbracciarla come unica mia arte
marziale. Naturalmente dovetti girare per l'Italia, a Bologna
non c'erano, come detto corsi né palestre che lo potevano
ospitare ed il M° Nagajima poteva dedicare poco tempo
all'insegnamento di quest'arte. Inaspettatamente quel grande
personaggio che era il M° Giuseppe Guaraldi decise di ospitare
nella sua palestra un corso di kendo, tenuto da lui che lo
approfondiva a Milano. Naturalmente frequentai fin dall'inizio
il corso che vantava non più di una decina di praticanti, tutti
graduati del karate e del judo, quasi obbligati a parteciparvi,
dopo qualche mese il numero scese ma il mio interessamento no. I
criteri di allenamento erano "pionieristici", erano praticate
nozioni elementari e, del senno di poi, tecnicamente errate, in
particolare la posizione delle gambe, l'impugnature della shinai
ed altro, erano un po' interpretate "alla bolognese". Ma tale
pratica bisettimanale fu un importante precedente ed uno sprone
fondamentale. Continuavo a girare, Milano, Vicenza, Udine
intercettando il M° Nagajima e gli altri proto-praticanti,
godendo a confrontare teoria e pratica, istinto e filosofia zen
che risultava essere l'unico reale e forte collante delle
esperienze che vivevamo, anche con i praticanti delle altre
discipline. Era un mondo realmente nuovo, ancora lontano,
difficile, misterioso ma che ci affascinava a tal punto da
comprendere che doveva essere vissuto sempre più. Fu nel 1976
inoltrato che una sera il M° Guaraldi, alla fine della lezione,
mi chiamò a combattere con lui, davanti agli altri allievi; era
un vero e proprio gi-geiko. Imbarazzato ma onorato, vinsi il
combattimento, ricordo ancora, con due men. Finito il
combattimento, davanti agli allievi, disse che dalla successiva
lezione avrei tenuto io il corso di kendo, diventandone il
responsabile. Negli anni seguenti mai mi venne in mente che tale
episodio fosse stato studiato quasi per spettacolarizzare un
passaggio di consegne che già aveva in mente. Il M°Guaraldi
aveva negli occhi la saggezza ed il cuore puro. La sua sincera
volontà mi spinse ad impegnarmi maggiormente nella pratica; da
allora mi allenavo sei giorni alla settimana e la mia fame non
finiva mai. Purtroppo il M° Nagajima partì e rimanemmo senza
guida; fu un periodo di grandi sforzi ma di quasi nulla crescita
tecnica. Continuavamo a trovarci per praticare ma non vi era un
obiettivo concreto da raggiungere, una guida cui ispirarci, la
pratica cieca si sa produce gli errori e l'involuzione appariva
ormai chiara. Il mondo del karate aveva fatto fin troppo,
dovevamo procedere noi, autonomamente, per far progredire la
nostra disciplina, solo con i nostri sforzi. Nacque un gruppo di
promotori che decise il grande passo, ospitare stabilmente un
maestro, giovane, in Italia. D'accordo con i vari Sarra,Menegatti,
Martin, ed altri decidemmo di chiedere alla Zen Kendo Nippon
Renmei un istruttore da ospitare in Italia ed il buon Dio, non
solo del Kendo, ci inviò il M°Kentaro Miyazaki, la prima "era"
era conclusa, iniziava la pratica reale, coordinata e
disciplinata del kendo. Fin dall'inizio capimmo che quello che
praticavamo era un kendo "artigianale" mediato dagli unici due
libri che avevamo e dalla pratica insegnata quasi totalmente da
istruttori di karate e quindi con impostazioni se non errate
quantomeno diverse. Fin dall'inizio, mettendosi le mani nei
fluenti capelli, il M° Miyazaki ci insegnò veramente il Kendo."
Testimonianza di Paolo Vanelli:
"Nel 1980 il gruppo di kendoka, che nel frattempo è
cresciuto, ha necessità di un dojo più spazioso, per cui si
trasferisce dal Kodokan del M° Guaraldi al dojo del M° Perlati
in via Isonzo,7 dove si pratica judo e karate tradizionale. Si
costituisce il Musokan Kendo Club con Riccardo Rosetti, Paolo
Vanelli, Stefano Verrina, Gianni Guidicini e più tardi Dorian
Pungetti."MUSO" si riferisce soprattutto ad uno stato della
mente che deve essere libera da ogni preconcetto, da ogni
influenza esterna, in uno stato di ricettività totale, pronta ad
agire in ogni situazione nel migliore dei modi. Uno stato
primordiale di libertà da qualsiasi condizionamento, con
sensazioni e percezioni istintive naturali. La mente deve essere
uno specchio senza nuvole! La crescita del club si evidenzia
anche nell'organizzazione dei campionati italiani di kendo
svolti nei primi anni ’90 presso il palazzetto dello sport di
Castenaso,nel sostegno diretto all'apertura dei nuovi club di
Firenze, Ferrara, Reggio Emilia e attraverso l'iniziativa di
allievi che dopo anni di pratica hanno aperto altri club
raggiungendo risultati considerevoli. Negli anni '90 si inizia a
praticare regolarmente iaido sotto la guida, ancora una volta,
del M° Kentaro Miyazaki 8° dan, che darà un contributo
determinante allo sviluppo dello iaido in Italia. Nell’ottobre
1998 il Musokan Kendo Club si trasferisce nel Centro sportivo
Sandro Pertini di via della Battaglia, 9 inserendosi nel "Selene
Centro Studi Eko" importante associazione bolognese che promuove
la conoscenza e lo sviluppo delle arti marziali e di discipline
come yoga e danza (selcseko@iperbole.bologna.it). Nel 2001 si
tengono per la prima volta in Italia i Campionati Europei di
Kendo. La scelta logistica cade su Bologna e i soci del Musokan
sono in prima linea nella macchina organizzativa . L'evento
ottiene un successo strepitoso e commenti lusinghieri. Con il
2003 le arti di spada kendo e iaido del Musokan si arricchiscono
di una nuova disciplina, il "jodo" la via dell’uso del bastone:
il mitico jo. Ancora una volta il Musokan è il primo club in
Emilia Romagna e fra i primi in Italia ad istituire un corso di
jodo con un insegnante riconosciuto di jodo. Nel novembre 2005
si tengono per la prima volta a Bologna i Campionati Europei di
iaido e jodo
