ORARI

martedì: 21:00 – 23:00

INSEGNANTI

Vincenzo Caruso IV Dan
Segretario Federale Settore JODO

Paolo Vanelli IV Dan

CHE COS’E’ IL JODO?

La nascita del Jodo è legata al più grande samurai di sempre, Miyamoto Musashi, il quale subì la sua (forse) unica sconfitta proprio per mezzo delle tecniche del Jodo.

Le notizie sono poco chiare e considerando quello che oggi possediamo riguardo Musashi, ci pare impossibile credere che un bastone corto abbia bloccato la spada del maestro. Nonostante ciò l’evento si può riscontrare negli annali delle rispettive scuole (Niten Ryu e Shinto Ryu) e già il fatto che molte delle kata di entrambe vengano fatte in coppia, bastone contro spada corta o lunga, è segno e prova di un retaggio derivante da quel mitico duello.

Il tutto avvenne intorno al 1605 (keicho 10), cinque anni dopo che la battaglia di Sekigahara aveva posto fine a secoli di lotte intestine dato inizio al periodo di relativa pace dei Tokugawa, fino poi alla restaurazione Mejii. Muso Gonnosuke Katsuyoshi vantava una formazione marziale invidiabile: aveva profondamente appreso e studiato lo Tenshin Katori Shinto Ryu Kenjutsu, uno degli stili più importanti per gli spadaccini del tempo, divenendone esperto maestro, e il Kashima Bizen no Kami. Il musha shugyo, a cui decise di sottoporsi, lo portò a confrontarsi con tanti spadaccini, sino al fatidico incontro avvenuto ad Akashi, nella provincia di Harima. Il primo incontro finì con la sconfitta di Muso, ma non con la sua morte dal momento che forse Musashi capì l’enorme potenziale del giovane, o forse lo stesso si arrese.

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La leggenda vuole che Gonnosuke venisse sconfitto, intrappolato da Musashi in una posizione di juji-dome, guardia a croce, da cui non poteva liberarsi senza esporsi a un colpo mortale. Inizia un periodo di purificazione, meditazione e preparazione a quella che sarebbe stata la rivincita di Gonnosuke, sul monte Homan nel Kyushu. Il luogo era frequentato per il culto dei fedeli shintoisti e buddisti, non che sito ideale per l’allenamento dei Yamabushi i guerrieri della montagna. Fu li che in sogno Gonnosuke senti: “Trova il tuo bastone al plesso solare!” Gonnosuke allora perfezionò le tecniche rivelategli in sogno, che in una fondevano quelle dello Yari, della Naginata e della spada espressa da un bastone lungo 4 shaku, 2 sun, 2 bu (160 cm). Durante il secondo incontro con Musashi, Gonnosuke potè contare sulla rapidità del jo, sul fatto che esso poteva muoversi a piacimento visto il libero utilizzo delle estremità. Perciò anche la tremenda juji-dome poté fare poco contro la dinamicità del jo.

Oggi le tecniche di base del Jodo si applicano fra due persone una con il bokken (spada di legno) e l’altra con il Jo . Le tecniche del Jo sono state sintetizzate in 12 kihon fondamentali e in 12 modelli di combattimento standard . Molte delle posizioni e delle tecniche ricordano quelle usate per la spada , ma queste hanno il vantaggio della maggiore lunghezza del Jo . Il Jo viene usato per bloccare qualsiasi tipo di attacco da parte di una o piu’ persone e risulta di una straordinaria efficacia . Un altro vantaggio del Jo sta nel fatto che entrambe le estremita’ possono essere usate per bloccare e colpire.