ORARI

lunedi : 21:00 – 22:30

giovedi : 21:00 – 22:30

 

INSEGNANTI

Stefano Verrina VI Dan Renshi
Direttore Tecnico

Dorian Pungetti V Dan
Direttore Tecnico Principianti

Paolo Vanelli V Dan

Gianni Guidicini V Dan

Tommaso Toschi IV Dan

Vincenzo Caruso IV Dan

CHE COS’E’ IL KENDO?

 

Kendo è composto da due ideogrammi (剣 ken spada – 道 do via) il cui significato è, come è ovvio, Via della Spada.

E’ difficile parlare del kendo senza tener conto della storia dell’antico e del moderno Giappone e di tutta una vastissima esperienza culturale che nel corso dei secoli è giunta sino a noi.Basti pensare che le prime attestazioni scritte riguardo l’uso della spada risalgono al VII secolo. Fatto sta che dalla più antica testimonianza la spada diviene sempre centrale nell’arte della guerra nell’ottica giapponese, contribuendo allo sviluppo contemporaneo di scuole di scherma e di tecniche di forgiatura.

La spada diviene arma letale e opera d’arte al tempo stesso. Come è forse noto l’epoca Meiji fu una decisiva transizione per il popolo giapponese che si trovava di fronte ad un bivio, tra tradizione e modernizzazione. Nonostante l’inarrestabile progresso industriale e tecnico –scientifico, indispensabile per poter giocare una degna parte nelle vicende internazionali, lo spirito dei samurai riesce comunque a sopravvivere grazie a Nakayama Hakkudo.

SCOPRI DI PIÙ SUL KENDO GUARDANDO IL VIDEO PRODOTTO DA NHK SPORTS JAPAN – A RACCONTARE IL KENDO ALEX BENNETT SENSEI

“Si deve al maestro Nakayama Hakkudo (1873-1958) e alla sua cerchia – composta grazie a frequenti spostamenti del maestro in tutto il Giappone – se lo spirito samurai è sopravvissuto anche dopo la restaurazione Meji tra il 1866 ed il 1869, permettendo la rinascita di un nuovo interesse per il kendo e per il budo (letteralmente, arte marziale ovvero militare) anche in un epoca concentrata sulla dovuto alla ricerca della “modernizzazione”, durante la quale era perciò scemato l’interesse verso le arti marziali. Nel 1899 venne pubblicato un volume in inglese sui concetti del bushido ( the Soul of Japan di Inazo Nitobe, 1899) un’antologia del pensiero e della filosofia dei Samurai. La sua diffusione fu internazionale.” (S.Verrina)

Come si è detto prima lo sviluppo della spada giapponese portò alla creazione di numerose scuole di scherma, tutte basate su una particolare interpretazione della spada, indicate in giapponese con il termine kenjutsu. Durante il periodo Edo (XVI – XIX sec.), con gli shogun Tokugawa, cominciò inoltre a diffondersi l’uso della shinai e del bogu: la prima è la spada di bambù tuttora usata per la pratica del kendo ed pensata in modo tale che, unendo quattro stecche di bambù legate da pelle nell’impugnatura e nella punta, il colpo sferrato non causi danni all’avversario; stessa cosa per il bogu (armatura). Questa riforma, se così si può dire, era inspirata dall’atmosfera di pace e tranquillità che in quel periodo dominava le terre nipponiche e mirava a rendere le arti marziali un percorso di formazione mentale e morale e non solo mera preparazione alla guerra, sotto l’influsso dei principi di buddismo e confucianesimo.

Il kendo moderno è il risultato finale di questo percorso che non avrà mai fine. Nel 1912 fu fondata la Dai Nippon Teikoku Kendo Kata, organismo che unificò gran parte delle scuole, realizzando un ‘opera che continua ad essere un retaggio pesante e fondamentale. Nel kendo si cerca di superare la guardia dell’avversario e colpire uno degli obbiettivi con una specifica energia e movimento (ki ken tai no ichi) che ne determinano l’efficacia.

L’attacco può: anticipare l’avversario, essere contemporaneo o di reazione; questo determina l’uso di una tecnica semplice oppure tecniche di parata o schivata e contrattacco. I punti che si possono colpire sono: la testa men (in modo verticale “shomen” o obliquo “yokomen”), la gola in affondo tsuki, i polsi kote o l’addome do