Anche quest’anno il Musokan Kendo Club ha organizzato un seminario con Peter West sensei (7° dan renshi), noto esponente della scuola Muso Jikiden Eishin Ryu. È stato piacevole vedere il numero di partecipanti crescere rispetto all’anno precedente.

Il seminario si è svolto nelle giornate di sabato 22 marzo presso il Palasport di Mezzolara (BO) e domenica 23 marzo presso il dojo del Musokan Kendo Club a Bologna. La prima giornata, interamente dedicata allo iaido della ZNKR, si è svolta in maniera un po’ diversa dal solito, il maestro ci ha infatti fatto praticare secondo il principio di “tanren” che in giapponese rappresenta uno dei momenti principali della forgiatura della katana. Questo particolare termine fa riferimento al momento della forgiatura nel quale il metallo (tamagane) viene ripiegato ripetute volte su se stesso, per questo motivo ci è stato chiesto di praticare ripetute volte i 12 kata della scuola seitei ad un ritmo sostenuto senza preoccuparci della tecnica. Ci è stato inoltre chiesto di praticare i kata in un solo respiro, emettendo un suono con la voce per connettere il nostro “hara” con le tecniche.

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Questo tipo di pratica consente di lavorare molto sullo spirito e sulla concentrazione e permette di distaccare la mente dal costante pensiero di eseguire le innumerevoli parti del kata in modo corretto. Eseguire i kata pensando troppo a cosa dover fare passo dopo passo li rende artificiali e può spesso costituire un limite al miglioramento.

Dopo la tradizionale pausa pranzo con pizza al metro, nel pomeriggio di sabato siamo poi passati ad uno stadio più avanzato del tanren denominato “renshu”. Anche questo termine fa riferimento alla forgiatura ma, in particolare, riguarda la fase di politura e affinamento della lama. In questo caso ci è stato chiesto di continuare a praticare i kata nello stato di tanren ma il maestro ha però chiesto di concentrarci su un punto diverso in ogni kata da lui selezionato per cercare di “polire” i difetti e concentrarsi sull’ottenimento di una tecnica più corretta. Continuando ad eseguire i kata ad una velocità sostenuta siamo stati in grado da soli di correggere gli errori più importanti e abbiamo potuto percepire un miglioramento generale nell’esecuzione di tutti i kata.

Peter sensei ci ha spiegato come questo tipo di allenamento sia utile dopo aver raggiunto un certo numero di anni di pratica in quanto consente, a persone che hanno ormai capito come eseguire i kata da un punto di vista puramente didattico, di ottere un grande spirito nell’esecuzione ed entrare nello stato mentale ottimale per migliorare. La sensazione che si prova è quella di un totale distacco da tutto ciò che ci circonda.

La seconda giornata di seminario è stata dedicata interamente allo studio del koryu, scuola antica, Muso Jikiden Eishin Ryu. Questa scuola particolare è arrivata in Italia da pochi anni e, forse proprio per questo motivo, il maestro ha deciso di concentrare la lezione su aspetti più tecnici perché sicuramente non sarebbe stato possibile per tutti i praticanti eseguire la pratica tanren/renshu a causa della mancanza di esperienza.

Abbiamo studiato in maniera accurata tutta la prima serie “Omori-Ryu” e quasi tutta la seconda “Eishin-Ryu” concentrandoci, un kata dopo l’altro, sull’efficacia nell’esecuzione. Avere come shidachi un 7° dan renshi è stato estremamente utile per comprendere se stessimo eseguendo i kata in maniera puramente didattica o con reale efficacia. Probabilmente veder volare per terra Settiman ripetute volte ha contribuito ancora di più ad aiutare a compredere alcuni dei kata più complessi della seconda serie.

Come ogni anno questo carismatico maestro riesce a stupirci con la sua didattica veramente chiara ed innovativa, offrendoci sempre nuovi spunti su cui riflettere e consentendoci di approfondire sempre di più la pratica di questa bellissima disciplina.

Domo Arigatou Peter sensei.