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Musokan Kendo Club   杖   道 

MUSOKAN KENDO CLUB BOLOGNA

JODO

 

JODO

Jodo si traduce letteralmente Via del Bastone ed è la sintesi moderna di una arte marziale denominata Shinto Muso Ryu Jojutsu. Questa disciplina arriva a noi grazie a Shimizu Takaji che decise di diffondere quest’arte marziale al di fuori della provincia di Fukuoka.

Il Jodo è una disciplina affascinante e carica di storia. Essa è indicata a coloro che vogliono apprendere un’arte complessa dove, attraverso la padronanza delle tecnica di bastone (Jo) e spada (Katana) si arriva, in fondo, alla padronanza di Sé.

Musokan Kendo Club

IL NOSTRO CORSO

INSEGNANTI

Vincenzo Caruso
5° Dan

ORARI

Martedì
20.30 - 22.00

IL BASTONE GIAPPONESE TRAE LA SUA FORZA DALLE TECNICHE DI SPADA, NAGINATA E YARI. MA SOPRATTUTTO DALLA VOLONTÀ DI CHI LO IMPUGNA

musokan iaido

STORIA

L’origine del Jodo è legata al grande samurai Miyamoto Musashi il quale subì la sua (forse) unica sconfitta proprio per mezzo delle tecniche del Jo.

L’evento si può riscontrare negli annali delle rispettive scuole (Niten Ryu e Shinto Ryu) e già il fatto che molte delle kata di entrambe vengano fatte in coppia, bastone contro spada corta o lunga, è segno e prova di un retaggio derivante da quel mitico duello.

Il tutto avvenne intorno al 1605 (keicho 10), cinque anni dopo che la battaglia di Sekigahara aveva posto fine a secoli di lotte intestine  e dato inizio al periodo di relativa pace dei Tokugawa, fino poi alla restaurazione Mejii. Muso Gonnosuke Katsuyoshi vantava una formazione marziale invidiabile: aveva profondamente appreso e studiato lo Tenshin Katori Shinto Ryu Kenjutsu, uno degli stili più importanti per gli spadaccini del tempo, divenendone esperto maestro, e il Kashima Bizen no Kami.

Il musha shugyo, a cui decise di sottoporsi, lo portò a confrontarsi con tanti spadaccini, sino al fatidico incontro avvenuto ad Akashi, nella provincia di Harima. 

La leggenda vuole che Gonnosuke venisse sconfitto, intrappolato da Musashi in una posizione di juji-dome, guardia a croce, da cui non poteva liberarsi senza esporsi a un colpo mortale.

Inizia un periodo di purificazione, meditazione e preparazione a quella che sarebbe stata la rivincita di Gonnosuke, sul monte Homan nel Kyushu. Il luogo era frequentato per il culto dei fedeli shintoisti e buddisti, non che sito ideale per l’allenamento dei Yamabushi i guerrieri della montagna.

Fu li che in sogno Gonnosuke senti: “Trova il tuo bastone al plesso solare!” Gonnosuke allora perfezionò le tecniche rivelategli in sogno, che in una fondevano quelle dello Yari, della Naginata e della spada espressa da un bastone lungo 4 shaku, 2 sun, 2 bu (160 cm).

Durante il secondo incontro con Musashi, Gonnosuke potè contare sulla rapidità del jo, sul fatto che esso poteva muoversi a piacimento visto il libero utilizzo delle estremità. Perciò anche la tremenda juji-dome poté fare poco contro la dinamicità del jo.

LA TECNICA

La pratica del Jodo si fonda sul katageiko: allenamento attraverso (keiko) l’esecuzione di forme prestabilite (kata). I kata vengono eseguiti in coppia e vedono il praticante di Jodo rispondere a degli attacchi da parte della spada (katana).

Nelle prime fasi di apprendimento, il praticante deve imparare prima di tutto a manipolare il Jo. Oggi il programma didattico definito dalla Zen Nippon Kendo Renmei prevede lo studio di 12 tecniche di base (kihon). Questi kihon vengono poi studiati attraverso la pratica individuale (tandoku kihon) e la pratica in coppia (sotai kihon).

Nel momento in cui il praticante acquisisce una padronanza di base delle tecniche, allora può passare allo studio dei kata veri e propri.

Attraverso questa pratica è possibile allenare il proprio corpo in termini di elasticità, resistenza e coordinazione.

L’obiettivo del Jodo è quello di vanificare gli attacchi di un avversario armato di spada controllandolo.

Questa ricerca di controllo dell’altro diventa ben presto una ricerca del controllo di sè.

 

jodo bologna

LO SCOPO DEL JODO

Formare la mente ed il corpo,
Coltivare uno spirito forte,
E, attraverso un addestramento corretto e severo,
Sforzarsi di progredire nell’arte del Kendo,
Tenere in considerazione la cortesia e l’onore,
Associarsi agli altri con sincerità
E ricercare per sempre il perfezionamento di sé stessi.
In questo modo si sarà capaci di:
Amare il proprio paese e la società,
Contribuire allo sviluppo della cultura
E di promuovere la pace e la prosperità tra i popoli

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